Ep.2 - Gli Strumenti del Game Designer
Genere: Guida
Autore: Stefano Manganese
4/13/20256 min read


Hai finalmente trovato l’idea giusta?
Fantastico!
Adesso inizia la parte più affascinante: trasformarla in realtà.
In questo post andremo a vedere, uno ad uno, tutti gli STRUMENTI che ti servono per dare vita alle tue creazioni e infine un esempio pratico su come farlo.
1. Soldi, tempo ed energie.
Eh sì, diciamolo subito e senza giri di parole: creare un gioco da tavolo costa.
Non necessariamente una fortuna, ma qualcosina sì. Tra materiali, stampe, bustine, dadi, libri e piccoli strumenti di supporto, un minimo di budget serve.
Poi c’è il tempo, che è forse la risorsa più preziosa di tutte. Tempo per pensare, formarsi, progettare, testare, sbagliare, correggere. Ore che non si vedono, ma si sentono, soprattutto se lavori da solo.
Infine, ci sono le energie mentali: ogni decisione, ogni cambiamento, ogni feedback da accogliere (o ignorare) ti chiederà attenzione, lucidità e pazienza.
Ma sai qual è la buona notizia?
Ogni euro, ogni ora e ogni grammo di energia che spenderai… ti restituiranno qualcosa.
Che sia esperienza, soddisfazione personale, o il primo prototipo che funziona davvero, ne varrà sempre la pena.
2. Conoscenza.
Nel primo episodio di questa serie ti ho parlato dell’importanza di restare aggiornati. Oggi invece ti consiglio tre libri che, più che aggiornarti, ti formano. Sono una piccola enciclopedia per chi vuole davvero imparare a progettare giochi da tavolo.
Si tratta della trilogia di Enrico Feresin, un autore italiano che ha fatto centro nel cuore del game design:
Non ti spoilero il contenuto, ma ti dico solo questo: se vuoi creare prototipi seri, qui trovi le basi essenziali.
Li considero un investimento imprescindibile. Degli strumenti potentissimi per accrescere la propria conoscenza, quale a sua volta è uno strumento essenziale nel Game Design.
E se ti interessa ampliare ulteriormente il tuo bagaglio culturale, puoi leggere anche Come creare un gioco da tavolo: Guida pratica allo sviluppo dell'autore Massimo Di Bello, un libro che racchiude sia accenni storici, sia una guida vera e propria, sia interviste e tanto altro.
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3. Strumenti pratici.
Ok, ora passiamo alla “cassetta degli attrezzi” vera e propria, composta dagli strumenti base di un Game Designer di giochi da tavolo.
Dividiamoli in essenziali e facoltativi — ma credimi, anche quelli facoltativi tornano utili più spesso di quanto pensi.
Strumenti Essenziali:
Un PC (non servono grandi performance).
Paint (software) – fidati, sarà il tuo miglior amico.
Canva (software) – il secondo migliore amico.
Silhouette Studio (software) – perfetto per comporre fogli di stampa.
Forbici – non sottovalutarle: devono essere comode e devono tagliare bene.
Strumenti Facoltativi:
Dadi di vari tipi (a 4 facce, a 6 facce, a 10 facce, a 12 facce, a 20 facce).
Dadi speciali (vuoti da disegnare, colorati, a 100 facce).
Bustine protettive per carte (formato Mini, formato Medio, formato Grande, formato Alto).
Contatori o segnalini provvisori (tappi di bottiglie, bottoni, lenticchie): utilissimi per simulare componenti non ancora definitivi.
Nastro adesivo, biadesivo o colla: per prototipi rapidi, tabelloni modulari o carte componibili.
Bianchetto, per piccole modifiche che richiederebbero una ristampa, si può invece cancellare e riscrivere a mano.
Cancelleria varia, che si suppone abbiate già in casa (biro, matita, gomma da cancellare, ecc…).
E… ho una buona notizia per te: gli strumenti finiscono qui.
4. Ora però come li uso questi strumenti?
Ti faccio un esempio pratico per farti capire come trasformo una semplice idea in un prototipo funzionante.
Esempio: Ho in mente un gioco di carte.
Scrivo le idee su Writer Plus direttamente dal cellulare. È l’app che uso per raccogliere le ispirazioni al volo. Per ottimizzare questi appunti creo un file intitolato “idee” uno intitolato “carte” e uno intitolato “regolamento”, così da avere tutto ordinato al proprio posto.
Creo una base grafica su Paint: disegno i contorni delle carte, fronte e retro, e salvo tutto in PNG. Basta fare una serie di rettangoli, come in foto.
Importo le immagini in Canva, e ad esse aggiungo le caselle di testo scritte negli appunti sopracitati e creo così le prime versioni delle carte (vedi foto qui sotto). E di nuovo: esporto tutto in PNG. Le immagini in questa fase non sono fondamentali—soprattutto se, un giorno, vorrai proporre il gioco a un editore. Sarà lui, insieme a te, a definire lo stile grafico più adatto al mercato.
Con Silhouette Studio preparo una griglia di carte (impaginata su un foglio A4), usando le misure esatte delle bustine che possiedo (vedi foto qui sotto). Poi trascino all’interno le carte create con Canva, una ad una, e passo alla stampa. Puoi stamparle direttamente a casa oppure esportare il file in PDF e portarlo in cartoleria. Consiglio di creare un file da non sovrascrivere, con lo “scheletro” della griglia già pronta, da utilizzare con progetti futuri.
Ritaglio e imbusto le carte: ti consiglio bustine trasparenti protettive. Mischiare senza bustine? Lascia perdere.
Nota 1:
Le carte del prototipo non devono essere belle. Devono solo esistere. Il primo obiettivo è testare il gioco, non vincere un premio di design grafico. Con questo metodo, però, riuscirai perlomeno a creare delle carte visibilmente carine e soprattutto leggibili, e di conseguenza godibili.
Nota 2:
Ogni gioco segue il suo percorso, quindi non sentirti obbligato a replicare esattamente il metodo che ti ho descritto. Il processo cambia anche in base al tipo di gioco che vuoi creare, alle meccaniche che immagini e alle dinamiche che vuoi generare al tavolo. Tieni sempre la mente aperta a nuove idee e approcci. Sperimenta, adatta, personalizza: fai tuo il processo creativo.
Nota 3:
All’inizio evita di lanciarti in giochi troppo complessi, pieni di regole su regole, eccezioni e meccaniche strane. Parti da qualcosa di semplice, adatto al tuo livello. Se esageri, rischi di incartarti tu… e di far perdere il divertimento anche a chi gioca con te.
5. E il regolamento?
Probabilmente a quest’ora ti sarai chiesto: “Scusa, ma quando scrivo il regolamento?”
Risposta breve: non subito.
All’inizio sei tu il regolamento. Sei tu che decidi, cambi, sperimenti. Se provi a scrivere tutto nero su bianco fin da subito, rischi di buttare via ore e ore ogni volta che cambia una meccanica, od ogni volta che una dinamica non funziona come volevi.
Soluzione?
Scrivi una bozza delle regole principali, giusto per non perderti.
Ma il grosso del lavoro di scrittura del regolamento verrà dopo i primi test, quando il gioco inizierà davvero a parlare.
RIASSUMENDO:
Creare un gioco richiede molto più di una buona idea. Servono risorse, strumenti e tanta voglia di sporcarsi le mani.
Accetta il prezzo da pagare: in termini di soldi, tempo ed energie. È un investimento, e anche se non sempre porterà a un gioco pubblicato… ti farà crescere.
Forma la tua mente: studia, leggi, approfondisci. I libri giusti possono farti risparmiare anni di tentativi a vuoto.
Allestisci la tua cassetta degli attrezzi: PC, software semplici ma efficaci, forbici, dadi, bustine e tutto ciò che può rendere il tuo prototipo concreto e testabile.
Non aspettare la perfezione: inizia, prova, sbaglia e aggiusta. Le idee migliorano solo quando diventano reali.
Il processo è tuo: nessuna ricetta vale per tutti. Adatta i metodi alle tue esigenze, esplora nuove strade e rendi personale ogni passo.
Il regolamento può aspettare: sei tu, all’inizio, il regolamento vivente. Scrivi giusto l’essenziale e lascia che i test ti guidino verso una versione definitiva.
Ovviamente il regolamento è importantissimo, non ho mai detto il contrario (e mai lo farò).
Infatti nel prossimo episodio ti guiderò passo passo in una delle fasi più delicate (e spesso sottovalutate) del game design: Come Scrivere il Regolamento di un Gioco da Tavolo.
Come sempre, se hai domande specifiche o vuoi condividere un consiglio, scrivimi pure in privato tramite la mia pagina Facebook. Mi fa sempre piacere confrontarmi e rispondere ai vostri messaggi!
A presto.
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