Ep.3 - Come Scrivere il Regolamento di un Gioco da Tavolo
Genere: Guida
Autore: Stefano Manganese
4/19/20258 min read


Nell’episodio precedente avevo accennato qualcosa riguardo al “regolamento”, dicendo che durante i primi test non è necessario scriverne uno completo.
Oggi, invece, andremo a fondo della questione, analizzando passo dopo passo tutto ciò che c’è da sapere su come scrivere il regolamento di un gioco da tavolo.
Ma cos’è un regolamento?
La risposta potrebbe sembrare ovvia: molti direbbero che il regolamento è semplicemente l’insieme delle regole che fanno funzionare il gioco. Ma… la verità è che è esattamente il contrario.
Il regolamento è il gioco. I componenti sono solo gli strumenti che permettono al regolamento di funzionare.
Tieni presente che chi legge il regolamento, molto spesso, non sa nulla del tuo gioco. Deve quindi essere scritto e strutturato nel modo più chiaro possibile, per risultare accessibile a tutti.
Da qui un consiglio fondamentale: non dare mai nulla per scontato e descrivi ogni dettaglio, evitando però di essere ripetitivo.
La maggior parte dei giochi di successo segue una struttura ben precisa per la scrittura del regolamento. Ed è proprio quella che andremo a vedere:
Introduzione al mondo di gioco.
Breve definizione di meccaniche e dinamiche + info.
Componenti della scatola.
Setup.
Struttura di gioco e meccaniche.
Fine partita.
Extra.
Ora analizziamo ogni punto nel dettaglio.
1. Introduzione al mondo di gioco.
Molti pensano che il gameplay parli da solo, ma non è così.
È ormai risaputo che, per coinvolgere davvero le persone, ogni gioco deve avere una trama. Senza di essa, i giocatori faticheranno a immergersi nell’esperienza e nell’immaginario che hai creato.
Attenzione, però: una trama troppo lunga e dettagliata può avere l’effetto opposto. Annoiando, rischi di far perdere l’attenzione ai giocatori.
Io stesso, nei primi prototipi, scrivevo storie che pensavo fossero perfette: ricche di dettagli, ambientazioni coinvolgenti, tutto pensato per farli “entrare nella parte”. E invece? Un disastro.
Mentre leggevo il mio “poema”, vedevo i miei amici annoiarsi: chi sbuffava, chi guardava il cellulare, chi l’orologio, e uno ha persino appoggiato la testa sul tavolo.
Perché?
Perché i giocatori vogliono giocare.
Il ruolo dell’introduzione, quindi, è semplicemente quello di dare un accenno di ambientazione, un contesto che aiuti a calarsi nel gioco.
Esempio:
“Nel mondo spezzato di Rynar, antiche fazioni lottano per il controllo degli ultimi cristalli di energia, reliquie di un’epoca dimenticata. Le terre sono in rovina, i confini incerti, le alleanze fragili come il vetro. In questo caos, ogni decisione può cambiare il destino di un continente.
Riuscirai a guidare la tua casata verso la supremazia… o verrai inghiottito dall’ombra della guerra?”
2. Breve definizione di meccaniche e dinamiche + info.
Simile alla trama, ma ora si parla di cosa si fa nel gioco.
Scrivi un paio di righe concise che spieghino cosa ci si deve aspettare dal gameplay: quelle che sono le meccaniche principali e le dinamiche che ne derivano.
Qui serve chiarezza e sintesi, senza perdersi in spiegazioni lunghe o tecnicismi che potrebbero confondere.
Esempio:
“I giocatori si muovono all’interno di un labirinto generato casualmente, raccogliendo risorse e ostacolando gli avversari in turni a tempo limitato.”
Poi, sotto a questa descrizione, vanno inseriti anche le seguenti informazioni:
Numero di giocatori: la quantità di persone che possono giocare al gioco (es: 2-6).
Durata: quanto tempo in media dura una partita, espresso in minuti (es: 70-90 minuti).
Età: gli anni minimi che una persona deve avere per poter giocare al gioco (es: 8+).
Queste sono tutte informazioni che ti saranno molto più chiare dopo aver playtestato il tuo gioco più volte — un motivo in più per scrivere il regolamento solo dopo i test.
3. Componenti della scatola.
Sembra banale, ma è fondamentale.
Ogni singolo componente deve essere elencato con precisione: dadi, carte, plance, pedine, segnalini… e il loro numero.
Se hai 50 carte o 6 meeple di colori diversi, scrivilo chiaramente:
“50 carte azione, 6 meeple (rosso, giallo, blu, verde, viola, nero)”.
Consiglio: accanto a ogni voce, se possibile, metti un'immagine del componente.
E soprattutto: usa sempre lo stesso nome per ogni elemento in tutto il regolamento.
Se lo chiami “meeple” nell’elenco, non puoi poi chiamarlo “pedina” o “personaggio” altrove, rischi solo di creare confusione.
4. Setup.
Il setup è la parte in cui mostri come apparecchiare i componenti del gioco sul tavolo.
È una sezione principalmente illustrativa, ma va comunque spiegata in modo chiaro.
Esempi:
Se c’è un tabellone, scrivi dove posizionarlo (di solito al centro del tavolo).
Se ci sono carte, specifica quali mischiare e dove posizionarle.
Se ci sono plance personali, spiega come devono essere preparate.
Ricordati anche di indicare come si decide chi sarà il primo giocatore (e se c’è un segnalino specifico da usare).
Il setup cambia da gioco a gioco, ma l’obiettivo è sempre lo stesso: guidare passo passo i giocatori fino al punto in cui possono iniziare a giocare.
5. Struttura di gioco e meccaniche.
Ora si entra nel cuore del regolamento: le regole principali. In questa sezione bisogna descrivere come si svolge una partita nel dettaglio: turni, fasi, giri di gioco e tutto ciò che i giocatori possono fare al loro interno.
Se il tuo gioco non prevede turni o fasi ben definiti, dovrai spiegare chiaramente con quale ritmo si gioca e quali azioni sono disponibili in ogni momento.
Qui vanno scritte le regole strutturali del gioco, cioè le meccaniche. Facciamo però una distinzione fondamentale tra meccaniche e dinamiche, due concetti spesso confusi:
Le meccaniche sono le regole formali che determinano come funziona il gioco (quelle scritte nel regolamento stesso).
Le dinamiche sono ciò che accade effettivamente in partita come conseguenza di quelle regole: cioè le azioni e decisioni che i giocatori mettono in atto.
In questa sezione del regolamento ci si concentra esclusivamente sulle meccaniche, non sulle dinamiche.
Detto in parole semplici:
Se una regola dice di tirare un dado e muoversi di tante caselle quante indicate dal risultato, questa è una meccanica di movimento.
La dinamica è il giocatore che tira fisicamente il dado, osserva il risultato e muove la pedina sul tabellone.
6. Fine partita.
Qui spieghi semplicemente quando finisce il gioco, chi vince e come.
Può essere:
Una condizione precisa (es: “uccidi il re avversario” negli scacchi).
Una somma di punti.
Una vittoria collettiva (cooperativi).
Una gara tra squadre.
Scrivi tutto con chiarezza.
E non dimenticare lo spareggio!
Cosa succede, ad esempio, se due giocatori finiscono con lo stesso punteggio?
Evita frasi tipo “in caso di parità la vittoria è condivisa” (salvo che sia intenzionale). Cerca invece un criterio interessante per premiare chi ha fatto “qualcosa in più”:
“Chi ha eliminato più nemici”, “chi ha più risorse residue”, “chi ha costruito più edifici”, ecc.
7. Extra.
Alcuni giochi hanno bisogno di materiale extra per essere davvero accessibili.
Ecco cosa potresti aggiungere:
Legenda dei simboli – se ci sono icone da interpretare.
Riassunto – utile sul retro del regolamento per un consulto veloce.
Carta riassuntiva – da tenere accanto durante la partita, con le regole principali a colpo d’occhio.
8. Dopo la stesura.
Hai finito il regolamento? Perfetto. Ma il lavoro non è finito.
Ora ci sono tre passaggi fondamentali da mettere in atto:
Rileggi, rileggi, rileggi.
Più lo farai, più errori troverai. Correggili.Ottimizza l’impaginazione.
Usa bene gli spazi, i font, le virgole, i “punto e a capo”. Gioca con grassetti e corsivi per migliorare la leggibilità. E taglia il superfluo e le ripetizioni.Fai leggere il regolamento ad altri.
Soprattutto a chi sai che sarà sincero con te. Il tuo punto di vista è limitato: tu conosci già il gioco e il testo, quindi dai per scontate troppe cose.
Seguendo questi passaggi, sarai già un passo avanti rispetto alla maggior parte degli aspiranti game designer là fuori.
Non avere fretta. Ricorda: Il regolamento è il gioco.
Se non è scritto bene, sarà frustrante da leggere e le persone penseranno male del tuo gioco.
9. Consigli vari.
Ti ricordi quando nel primo episodio ti ho invitato a riflettere sul tuo obbiettivo?
Adesso è davvero il momento di farlo, perché da qui in avanti si aprono due strade ben distinte:
Decidi di tenere il gioco per te, per divertirti con amici e parenti.
Inizi a pensare seriamente di proporlo a un editore.
Nel primo caso, ti auguro buon divertimento, davvero. Continua a migliorarlo, a giocarci, a farlo crescere. È comunque un grande traguardo.
Nel secondo caso, invece, ho qualche consiglio in più da darti, perché se alcune imperfezioni possono andar bene in un regolamento “casalingo”, diventano ostacoli veri e propri se vuoi far colpo su un editore.
Ecco quindi alcuni accorgimenti fondamentali:
Evita i rimandi (o almeno limitane l’uso):
Quei fastidiosi “vai a pagina 10 per saperne di più” spezzano la lettura e confondono. Un regolamento ben scritto dovrebbe essere scorrevole e autoesplicativo. Se proprio devi fare un rimando, che sia semplice: “vedi immagine 1” oppure usa un asterisco con una nota chiarificatrice subito sotto al paragrafo, sulla stessa pagina.Non esagerare con gli esempi:
A volte si ha la tentazione di riempire il regolamento di esempi per “semplificare” la comprensione. Ma troppi esempi — soprattutto se ovvi o banali — fanno perdere tempo a chi legge e rischiano di essere percepiti come una mancanza di fiducia nella sua intelligenza.
Usa gli esempi solo dove servono davvero: per spiegare situazioni complesse, turni articolati, tempi tecnici nel combattimento, eccezioni alle regole, ecc. In questi casi, sono preziosissimi.Inserisci i tuoi contatti in modo chiaro:
Un dettaglio che fa la differenza: in alto nel regolamento (accanto al titolo o in un angolo ben visibile) scrivi il tuo nome, cognome, email e numero di telefono. Aiuta l’editore a trovarti subito se è interessato. Semplice, diretto, efficace e professionale.
10. Email - Cosa scrivere a un editore.
Lascia che te lo dica chiaramente: a nessun editore interessa il percorso che ha portato alla nascita del tuo gioco, né quanto sia piaciuto ai tuoi amici o familiari, né le notti insonni che hai passato a lavorarci sopra, né tanto meno la profondità della lore che hai costruito.
Non perché gli editori siano insensibili o freddi – anzi, spesso sono appassionati almeno quanto te – ma semplicemente perché ricevono decine, se non centinaia, di proposte ogni mese. Se la tua email è un romanzo, quando bastavano poche righe ben scritte… sarà ignorata.
Vuoi davvero che leggano il tuo regolamento? Allora sii conciso. Diretto. Chiaro.
Allo stesso tempo, evita atteggiamenti arroganti, presuntuosi o troppo auto celebrativi. L’umiltà paga, sempre.
Ricorda che, nella maggior parte dei casi, un editore è prima di tutto un imprenditore. Valuterà il tuo gioco non solo per la sua qualità, ma soprattutto per il potenziale che ha sul mercato. Tu stai vendendo un’idea. E lui deve decidere se investirci.
Il primo documento che leggerà, se tutto va bene, è il regolamento: è lì che si trova la tua idea, ed è da lì che si capisce se il gioco funziona davvero. Più il regolamento è scritto bene, più la tua email è efficace e curata, maggiori saranno le tue possibilità di essere ricontattato (e magari pubblicato).
Un altro consiglio utile: non allegare file pesanti (video, immagini HD, ecc.). Se vuoi includere contenuti extra, caricali online (Drive, Dropbox, Vimeo, YouTube, ecc.) e inserisci semplicemente i link nell’email.
Ora però veniamo ad un esempio di email efficace da poter scrivere.
Oggetto: Proposta gioco da tavolo – [Titolo del gioco]
Buongiorno [Nome dell’editore o della casa editrice],
mi chiamo [Tuo Nome] e sono l’autore di un gioco da tavolo chiamato [Titolo del gioco], pensato per [numero] giocatori, dalla durata media di [durata in minuti], con un’ambientazione [breve descrizione del tema, (es: fantasy epico con meccaniche di controllo del territorio)].
Allego a questa email:
Il regolamento completo in PDF
Un link a un prototipo digitale / video tutorial / foto del prototipo: [inserisci link]
Il gioco è stato playtestato numerose volte e attualmente è pronto per essere sottoposto a valutazione editoriale.
Grazie per il tempo e l’attenzione. Resto a disposizione per qualsiasi approfondimento.
Cordiali saluti,
[Tuo Nome]
[Tuo contatto email – eventualmente anche un numero di telefono]
RIASSUMENDO:
• Il regolamento è il tuo biglietto da visita: se è scritto male, nessuno prenderà sul serio il tuo gioco.
• Non dare nulla per scontato: spiega tutto in modo chiaro, semplice e ordinato. Anche ciò che per te è ovvio, per un lettore non lo è.
• Scrivi prima per te, poi per gli altri: il regolamento nasce per aiutarti a fissare le regole, ma deve evolversi in un documento leggibile da chiunque.
• Una buona struttura fa metà del lavoro: introduzione, obiettivi, setup, fasi di gioco, condizioni di fine partita e glossario sono le fondamenta di un regolamento efficace.
• Cura la forma quanto il contenuto: impaginazione, titoli, icone e semplicità visiva fanno la differenza.
• Esempi sì, ma con misura: usali per spiegare meccaniche complesse, non per riempire pagine.
• I rimandi possono essere utili, ma se diventano troppi… diventano fastidiosi.
• Inserisci i tuoi contatti: rendi facile all’editore (o a chiunque lo legga) sapere chi sei e come raggiungerti.
• Quando scrivi a un editore: sii breve, educato e professionale. L’idea la vendi già nell’email, non solo nel file.
• Il regolamento non è solo regole: è comunicazione, chiarezza, fiducia. Se lo fai bene, apre porte.
Ovviamente, scrivere un regolamento chiaro e ben strutturato è fondamentale per presentare al meglio il tuo gioco. Ma non basta: ogni gioco deve essere messo alla prova sul campo. Non avere mai fretta di inviarlo a un editore senza averlo dovutamente playtestato.
Nel prossimo episodio parleremo infatti di uno degli aspetti più cruciali del game design: Come Organizzare e Condurre Efficacemente i Playtest. Ti guiderò attraverso strategie pratiche per ottenere feedback costruttivi e migliorare il tuo gioco.
Come sempre, se hai domande specifiche o vuoi condividere un consiglio, scrivimi pure in privato tramite la mia pagina Facebook. Mi fa sempre piacere confrontarmi e rispondere ai vostri messaggi!
A presto.
