Ep.4 - Come Organizzare e Condurre Efficacemente i Playtest

Genere: Guida

Autore: Stefano Manganese

4/27/20257 min read

Nell’episodio precedente abbiamo visto come scrivere un regolamento efficace, ma abbiamo anche sottolineato un punto fondamentale: da solo non basta per rendere un gioco un successo.

Oggi ci concentriamo su un aspetto spesso sottovalutato e affrontato nel modo sbagliato: il playtest.

Ma cos’è il playtest?
È semplicemente la prova sul campo del tuo prototipo. Significa sedersi al tavolo, da soli o con amici, e giocare il proprio gioco dall’inizio alla fine, esplorandone tutte le fasi. In altre parole: giocare.
Ma cosa lo distingue da una normale partita a un gioco da tavolo pubblicato?

La differenza è sostanziale: un gioco già uscito ha regole definitive, consolidate, testate.
Un prototipo, invece, ha regole ancora fragili: a volte sono approssimative, inutili o persino dannose per l’esperienza.
Ed è proprio qui che entra in gioco il playtest: per mettere alla prova quelle regole e scoprire se funzionano davvero.

Spoiler: nei primi test niente funzionerà alla perfezione. Ed è normale così. Fa parte del percorso.

Il primo consiglio quindi è: non abbatterti ai primi intoppi.
Anche i game designer più esperti non riescono a far tutto bene al primo colpo. L’esperienza aiuta, certo, ma anche loro affrontano versioni imperfette e devono correggere il tiro.
Serve pazienza, umiltà e la voglia di mettersi in gioco… in tutti i sensi.

1. Preparati nel modo giusto.

Prepararsi non significa solo portare regolamento e componenti. Il playtest è anche (e soprattutto) una sfida mentale e organizzativa.
Vediamo perché.

  • Preparazione pratica:
    Se il test avviene altrove, dovrai organizzarti per spostarti. Se invece lo ospiti a casa tua, non dimenticare un aspetto banale ma importante: l’ordine. Una stanza pulita e accogliente favorisce la concentrazione e migliora l’atmosfera generale.

  • Preparazione mentale:
    Aspettati osservazioni, critiche, dubbi. Alcune saranno costruttive, altre meno. Ma il tuo obiettivo è proprio questo: raccogliere feedback, anche duri, per migliorare il gioco. Invita i partecipanti a essere sinceri e dettagliati.

  • Strumenti utili:
    Carta e penna sono fondamentali (o, meglio ancora, un’app come Writer Plus) per annotare ogni feedback sul momento. Fidati: ne verranno fuori tantissimi, e non potrai ricordarli tutti.
    Questo è il tuo “lavoro” durante il test: osservare e prendere nota.

  • Il questionario finale:
    Prepara alcune domande da fare a fine partita, scritte oppure orali. Anche qui Writer Plus può aiutarti, oppure stampa il questionario come fosse una piccola verifica. L’importante è che ci sia, e che sia ben pensato.
    Ecco un esempio di domande utili:

1) Qual è la cosa che ti è piaciuta di più del gioco?

2) E quella che ti è piaciuta di meno?

3) Che emozioni o sensazioni ti ha trasmesso mentre giocavi?

4) Qual è il più importante consiglio che ti senti di darmi per migliorarlo?

5) Hai altri suggerimenti?

6) Da 1 a 10, quanto ti è piaciuto complessivamente?

Chiedile davvero! Non essere timido. Dimostra serietà, voglia di migliorare e rispetto per il tempo di chi ha giocato con te.

2. Prima ancora di iniziare il test.

C’è una fase che precede il playtest vero e proprio, ed è fondamentale: la spiegazione delle regole.
Nei primi test, non serve avere un regolamento completo: bastano le meccaniche principali scritte, mentre il resto lo spieghi a voce.

Un consiglio utile?
Allenati a spiegare il gioco ad alta voce, da solo.
Sembra strano? Non lo è. È una tecnica usata da attori, speaker e scrittori per migliorare la chiarezza del proprio linguaggio. Usala anche tu.
Prova a presentare il gioco come se lo stessi spiegando a un gruppo, e fallo finché ti sentirai sicuro.

Arrivare pronto alla spiegazione iniziale ti eviterà molti problemi e farà partire il test con il piede giusto.

3. Durante il playtest: osserva, ascolta, annota.

Una volta iniziata la sessione di playtest, il tuo ruolo principale è quello di osservatore attento. Non partecipare troppo attivamente al gioco; lascia che i playtester interagiscano con il prototipo senza la tua guida costante. Questo ti permetterà di cogliere reazioni spontanee, momenti di confusione o entusiasmo genuino.​

Ascolta con attenzione i commenti e le domande che emergono durante la partita. Anche le osservazioni più casuali possono rivelare aspetti del gioco che necessitano di miglioramenti. E annota tutto: feedback positivi, critiche, suggerimenti. Questi dettagli saranno preziosi per le revisioni future.​

4. Dopo il playtest: analizza e rielabora.

Terminata la sessione, è il momento di raccogliere e analizzare i feedback. Rivedi le tue annotazioni e identifica i punti comuni tra le diverse osservazioni. Presta particolare attenzione alle critiche ricorrenti, poiché spesso indicano aree del gioco che necessitano di interventi urgenti.​

Non trascurare i suggerimenti creativi offerti dai giocatori; anche se non li implementerai direttamente, possono ispirare soluzioni innovative.

Infine, ringrazia sempre i partecipanti per il loro tempo e contributo: costruire una rete di playtester motivati e disponibili è fondamentale per il successo del tuo gioco. Oltre che ad essere un principio base della buona educazione.

5. Rielabora il gioco... con criterio.

Dopo aver raccolto tutte le osservazioni, arriva la parte più delicata: decidere cosa cambiare.
Attenzione: non è detto che tu debba ascoltare tutto quello che ti è stato detto. Sì, hai letto bene.

I feedback vanno filtrati. Alcuni sono ottimi, altri meno. Alcuni rispecchiano il gusto personale di chi li ha dati, altri sono frutto di un’esperienza oggettiva.
Il tuo compito, adesso, è proprio questo: riconoscere le differenze.

Domandati:
- Questo commento si ripete spesso?
- Migliora davvero l’esperienza di gioco?
- Rientra nella mia visione originale del gioco?

- È un suggerimento oggettivo o soggettivo?

Rielaborare non vuol dire cambiare tutto a ogni critica. Vuol dire avere il coraggio di mettere mano alle cose che non funzionano, senza però snaturare il cuore del gioco.

6. Ripeti, ripeti, ripeti.

La verità è questa: un solo playtest non basta mai.

Il processo va ripetuto. Più volte. In contesti diversi, con persone diverse. Solo così potrai davvero capire se il tuo gioco regge nel tempo e con pubblici differenti.

Dopo ogni nuova modifica, organizza un altro test. E poi un altro. E un altro ancora.
Non c’è un numero preciso di playtest da fare, ma una regola è certa: quando tutti iniziano a divertirsi, capire subito le regole e giocare fluidamente… allora ci sei quasi.

Sì, quasi. Perché in realtà si può sempre migliorare qualcosa. Ma ad un certo punto dovrai anche fermarti. Il segreto sta nel trovare il giusto equilibrio tra perfezionismo e pubblicabilità.

7. Fai test anche senza di te.

Uno degli step più importanti è vedere se il tuo gioco “sta in piedi da solo”.
Per questo, a un certo punto, dovrai fare un passo indietro e lasciare che altri lo provino… senza di te.

Nota bene: in questa fase avrai già le regole del ben chiare, quindi è il momento di scrivere il regolamento per intero, come visto nell’episodio precedente.

Fornisci loro solo il regolamento, i materiali, e poi non dire loro nulla. Se vedi che riescono a giocare senza troppe domande, vuol dire che sei sulla buona strada.

Questo test è fondamentale perché simula l’esperienza reale di chi comprerà il tuo gioco: dovrà capirlo leggendo il regolamento, non ascoltandoti.

Anche qui, carta e penna (o Writer Plus) alla mano: chiedi loro feedback dettagliati, ma osserva anche quanto tempo impiegano a partire, se fanno errori, se si divertono. E annota tutto (non mi stancherò mai di dirlo).
Sono tutte informazioni cruciali.

8. Esci dalla tua comfort zone.


Lo so, è rassicurante testare sempre con gli stessi amici: ti capiscono al volo, ti supportano e magari evitano di affondare il coltello quando qualcosa non funziona. Ma se vuoi davvero mettere alla prova il tuo gioco, devi portarlo fuori.

Il consiglio è chiaro: inizia a partecipare ad eventi, serate ludiche e occasioni pubbliche. E soprattutto, dai un’occhiata a Board Game Social Club – una piattaforma pensata proprio per i game designer come te.
Lì puoi organizzare playtest pubblici dei tuoi prototipi, trovare associazioni ludiche affiliate o pub disposti a supportarti, e raggiungere facilmente giocatori nuovi e variegati.

Perché spesso sono proprio gli sconosciuti a offrirti i feedback più utili e autentici. E spesso, i più spietati. Ma anche i più preziosi.

9. Non difendere il tuo gioco.

Durante i playtest potresti avere una voglia matta di spiegarti, giustificarti, intervenire per dire “no aspetta, ma quello in realtà doveva essere così…”

Resisti.

Il playtest non è un dibattito. È un momento di ascolto e osservazione.

Lascia che le persone giochino, sbaglino, interpretino male. Tutto ciò è oro puro per te. Ti fa capire dove le regole sono poco chiare, dove il gioco si inceppa, dove manca qualcosa.

Se ti metti sulla difensiva, perdi l’occasione di osservare il tuo gioco in azione, senza filtri. E soprattutto, rischi di inibire chi sta giocando, che magari non si sentirà più libero di essere sincero.

Quindi ascolta. Prendi nota. Ringrazia. Poi, a mente fredda, rifletti.

10. Non cercare conferme, cerca problemi.

Questo è forse l’aspetto più difficile da accettare: non sei lì per farti dire che il tuo gioco è bello.

Certo, fa piacere ricevere complimenti, ma non aiutano sempre a migliorare.
Quello che davvero ti serve è sapere cosa non funziona, dove il gioco si blocca, quali parti annoiano, confondono o rallentano.

Devi cercare il bug, non la conferma.

Quindi guida il playtest con domande mirate, stimola l’onestà, chiedi alle persone anche ciò che non hanno apprezzato.
Perché solo affrontando i problemi potrai risolverli. E solo risolvendoli potrai fare il vero salto di qualità.

RIASSUMENDO:

  • Il playtest è il momento in cui il tuo gioco prende vita davvero, oltre le idee e le intenzioni. Fallo e rifallo, senza paura.

  • Preparati nel modo giusto: mentalmente, logisticamente, e con gli strumenti adeguati per raccogliere feedback.

  • Spiega bene le regole, anche ad alta voce da solo, prima del test: ti aiuterà a non impappinarti davanti agli altri.

  • Durante il test osserva e ascolta. Il tuo compito è cogliere tutto ciò che emerge e prenderne nota.

  • I feedback vanno analizzati con attenzione: non prendere tutto come oro colato, ma impara a distinguere ciò che è utile da ciò che è solo un gusto personale.

  • Un solo test non basta mai. Ripeti, correggi, testa ancora. Solo così il tuo gioco crescerà.

  • A un certo punto, lascia che il gioco cammini da solo: consegna solo il regolamento e osserva da lontano.

  • Esci dalla tua comfort zone: partecipa a eventi, serate pubbliche, e usa piattaforme come Board Game Social Club per trovare nuovi tester e feedback sinceri.

  • Non difendere il tuo gioco. Se devi parlare, fallo dopo. Durante il test, ascolta e basta.

  • Non cercare conferme, cerca problemi. È da lì che nasce un gioco davvero solido.

Ovviamente, il playtest è una delle fasi più importanti e delicate del game design.
È il momento in cui le idee smettono di essere solo tue e iniziano a prendere vita attraverso gli occhi (e le mani) degli altri.
Non è facile, ma è proprio lì che si cresce davvero.

Ti auguro buona fortuna per il tuo gioco, qualunque forma prenderà: auto-prodotto, proposto a un editore, o semplicemente condiviso con chi ami.

E non è finita qui: nel prossimo episodio parleremo dei 20 errori più comuni che i game designer esordienti commettono e, soprattutto, di come evitarli per rendere il tuo percorso ancora più solido e consapevole.


Come sempre, se hai domande specifiche o vuoi condividere un consiglio, scrivimi pure in privato tramite la mia pagina Facebook. Mi fa sempre piacere confrontarmi e rispondere ai vostri messaggi!​

A presto, e buoni test!